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IO LA PENSO COSI'
politica interna
20 novembre 2011
C'ERA UNA VOLTA LA MASSONERIA

C’era una volta la massoneria con i suoi segreti e i suoi riti, i suoi adepti dovevano muoversi nell’ombra e dovevano cercare di non essere scoperti perché in Italia l’associazione massonica è proibita per legge.

Al grande pubblico la massoneria divenne nota all’inizio degli anni 80 quando fu scoperta l’associazione Propaganda 2, meglio nota come P2, capitanata da Licio Gelli e che aveva al suo interno un po’ di tutto: militari, banchieri, faccendieri, imprenditori, giornalisti, ecc.

L’associazione venne immediatamente sciolta e fu istituita persino una commissione parlamentare d’inchiesta per indagare su questo “fenomeno”. La commissione indagò talmente bene che anni dopo ci siamo ritrovati con persone facenti parte di quelle liste al governo e a capo dell’Italia (vedi Berlusconi e Cicchitto).

Poi forse, proprio perché avvezzi a certe cose, con l’ultimo governo Berlusconi si è scoperta l’esistenza di un’associazione P3 e anche di una P4 sempre formata da personaggi provenienti dalle stesse parti anche se con uno scopo differente. La P2 che sembrava una cosa più seria, aveva come scopo quello di sovvertire l’ordine delle cose in Italia; le misere consorelle del terzo millennio avevano come unico fine quello di tutelare in tutti i modi i destini di Berlusconi.

E sono stati anche poco furbi perché nel frattempo la massoneria ha ricevuto una legittimazione giuridica. Ora si chiamano FONDAZIONI.

Eh già! Perché spiegatemi un po’ cosa ha per fine una fondazione che per esempio fa capo ad un gruppo bancario e/o ad una grande industria: quello di mettere attorno allo stesso tavolo persone di potere.

Le fondazioni però, rispetto alla massoneria, hanno delle differenze abbastanza sostanziose. Intanto, non devono più nascondersi e quindi non devono vivere nell’ombra. Poi, sono talmente legalizzate che godono persino di sgravi fiscali. Ad esempio, una banca che ha avuto nell’anno precedente un grosso guadagno, dovrebbe teoricamente pagare le tasse. Invece, si inventano una fondazione con uno scopo qualsiasi, facendo comparire come associati un bel po’ di teste d’uovo et voilà, il gioco è fatto e come al solito lo Stato è gabbato.

Ma attenzione perché queste persone sono in grado di poter condizionare affari, leggi e addirittura processi al di là del loro scopo no profit. Tanto per fare un esempio si rifletta sul processo di Perugia ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

Certo che da tutto il marasma della lista della P2 alla fine si sono salvati una decina di personaggi. Staremo a vedere stavolta quanti ce ne porteremo dalle fondazioni per i prossimi trent’anni. Chi saranno i nuovi Berlusconi, Bisignani, Cicchitto, Maurizio Costanzo, ecc.

 

politica interna
15 novembre 2011
SIAMO TUTTI FIGLI DI M.M.

Finalmente, sabato sera intorno alle 21.40 è finito il “regno” di Berlusconi che è salito al Quirinale ed ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Presidente Napolitano. Lui dice che lo ha fatto “come atto di responsabilità nei confronti dell’Italia” senza riconoscere ancora una volta, in maniera arrogante, che se si è arrivati a questo punto la colpa è sua, solo sua e di chi lo ha circondato continuando a dirgli che andava tutto bene mentre non era più così da parecchio tempo. Me li immagino questi politici della maggioranza al cospetto del Caimano, mi ricordano tanto quell’allenatore di boxe che si vede in uno dei tanti “Rocky” e che nello spogliatoio prima dell’incontro continuava a dirgli, modello mantra: “Sei il più forte, sei il migliore, la folla ti ama, le donne ti adorano…”

Ora al posto dello Psiconano, è stato dato l’incarico di un mandato esplorativo a Mario Monti, stimato  professore della Bocconi, nonché ex presidente della BCE se non vado errato.

Più di qualcuno non è d’accordo su questa scelta poiché Monti sembrerebbe più un prodotto delle lobby bancarie e finanziarie mondiali, che un patriota chiamato al capezzale della sua patria.

Può essere anche vero ma bisognerebbe chiedersi perché si è arrivati a questo punto. Partiamo proprio da sabato sera e da quello che è successo nelle piazze di Roma. Davanti al Quirinale, a Palazzo Chigi e strade adiacenti, all’indiscrezione che Berluskaiser avesse rassegnato le dimissioni, la folla accorsa si è lasciata andare a scene di giubilo e caroselli di macchine tipo vittoria ai mondiali di calcio e questo la dice lunga su quanta voglia c’era in Italia di mandare via chi ci ha portati sull’orlo del baratro e anche poco più in là.

Sicuramente Monti e il suo governo, se glielo lasceranno formare, saranno costretti a scelte e provvedimenti impopolari ma è chiaro che continuando a far finta che andava tutto bene, ora bisogna darsi da fare perché siamo almeno un anno, un anno e mezzo in ritardo.

Speriamo che sia lasciato a Monti il tempo e lo spazio per lavorare ma sicuramente sarà costretto, per usare le parole di qualcun altro, “a mettere le mani nelle tasche degli italiani” perché non lo si è fatto quando serviva solo per strappare un voto in più. Ma almeno andrà in giro per il mondo una persona di cui noi italiani non dovremo vergognarci e una persona che, non concorrendo a nessuna carica politica e non dovendo e volendo apparire per forza simpatico, farà solo il bene della nazione.  

 

politica interna
10 novembre 2011
L'ONDATA SILENZIOSA

La settimana scorsa in Liguria e in Toscana, a causa delle forti piogge si sono avute  in diverse località delle vere e proprie inondazioni.

Le zone più colpite sono state Le Cinque Terre e soprattutto la città di Genova che complessivamente hanno pagato un tributo di dieci morti e danni e disagi per decine di milioni di euro.

Come già successo purtroppo per altre calamità, ci si aspettava una vera e propria sfilata di politici impegnati a portare la loro solidarietà alle popolazioni colpite. Invece niente. Il nulla. Il silenzio più totale, fatta eccezione per il ministro Matteoli che ha si provato a mettere il naso e la faccia in quel di Genova ma è stato prontamente rispedito al mittente con tanto di palle di fango tirate sulla sua auto blu.

Da parte del Cainano zero assoluto, neanche un cenno in nessuna conferenza stampa e tantomeno in una delle sue innumerevoli telefonate. E’ vero però che il Pompetta in questi giorni è stato ed è affaccendato in altre cose ma è pur vero che, seppur formalmente, è ancora il capo dell’esecutivo dell’Italia e quindi non è stato in grado nemmeno di fare opera di rappresentanza.

C’è comunque da capirlo. Con il suo impero politico alla fine, con gli stracci che gli volano anche dentro casa ma soprattutto con i suoi compari di cricca quasi tutti fuori gioco o in galera, a quale santo votarsi? Meglio contare quei 308 miseri voti alla Camera che gli ha dato l’esatta proporzione degli scendiletto a sua completa disposizione per poi tentare la parata annunciando le dimissioni a babbo morto.

Ancor più colpevole il silenzio dei politici che per provenienza geografica hanno qualcosa in comune con Liguria e Toscana. Tipo Scajola ad esempio, ma si sa già da qualche tempo che per l’ex ministro le cose accadono a sua insaputa. E poi a lui francamente che cosa gliene frega. Lui abita ancora (a sua insaputa ovviamente) nell’appartamento con vista Colosseo in quel di Roma. E tra Roma e zone alluvionate la distanza è talmente tanta che il silenzio fa ancora più rumore delle acque che scendono dalla montagna.

 

 

PS Da qualche giorno, lo stesso post potete visionarlo su www.amaliziola.altervista.org  Fatemi sapere quale blog gradite di più graficamente. Grazie

SOCIETA'
8 novembre 2011
A LEZIONE DA CURCIO

La notizia è di quelle che fanno sensazione: Renato Curcio, uno dei fondatori e ideologo delle Brigate Rosse è stato invitato a tenere delle lezioni a Bologna, così come già successo nel 2007, che hanno per argomento il lavoro.

Le polemiche ancora una volta sono state furiose e non si sono ancora placate e difficilmente lo faranno anche nei prossimi giorni.

Da un certo punto di vista le opposizioni a queste lezioni tenute da una persona che ha il passato di Curcio, sono comprensibili. Qualcuno ha obiettato che non ha i titoli per poter affrontare questo argomento ma bisogna considerare che in questo momento in Italia siamo al “è buono tutto” e quindi la presenza di Curcio su una cattedra non deve meravigliare più di tanto.

Non si tratta, come la volta precedente di una lezione ma di lanciare un corso che ha per tema lo sfruttamento e la sofferenza lavorativa che partirà ufficialmente nel 2012.

L’ostilità verso Curcio è dettata dal suo passato e dal fatto che, al contrario di altri, non si è mai pentito né dissociato da detto passato.

Come dicevo, la cosa vista da una certa angolazione è più che comprensibile ma siccome ci pregiamo di avere un aizzatore di evasori fiscali come ministro dell’economia, un condannato per resistenza a pubblico ufficiale come ministro dell’interno, per tacere del premier che è stato ed è imputato per una decina di reati diversi, perché non permettere ad un ex brigatista di poter parlare di lavoro?

Comprendo che in questi tempi, fatti di Scilipoti e Straquadanio che cambiano partito così come ci si cambia un paio di mutande, un uomo tutto d’un pezzo (seppur con le sue incondivisibili motivazioni) come Curcio, che ha fatto una scelta ed ha pagato e sta pagando per questa scelta, in confronto a questi “Fregoli” risulta essere un marziano.

Per quanto mi riguarda, preferirei sentir parlare Curcio piuttosto che prendere lezioni da un Berlusconi o da un Moffa qualunque. A tali lezioni di coerenza dovrebbero andare tantissimi nostri politici.

 

cinema
4 novembre 2011
UN ESAME DI COSCIENZA SU UN TAPPETO (ROSSO) DI FISCHI

In questi giorni e’ in corso di svolgimento a Roma il Festival del Cinema e anche qui, al pari di Venezia o Cannes, non sono mancati I colpi di scena e le cose curiose.

Nei giorni scorsi e’ stato proiettato il film UNDICI METRI dedicato all’indimenticato capitano della Roma del secondo scudetto Agostino Di Bartolomei. Ebbene, nessun giocatore dell’attuale rosa della AS ROMA ha partecipato all’evento. A rappresentare la societa’ c’era solo il dirigente Franco Baldini oltre a coloro i quali hanno giocato con il grande Ago.

Davvero un comportamento molto strano da parte di persone cone Totti o Daniele De Rossi che hanno fatto e fanno della romanita’ una loro bandiera. In piu’ si e’ mancanta un’importante occasione per rendere omaggio a una persona che ha fatto la storia della Roma.

Altro film e altra figuraccia deplorevole. E’ stato presentato il film 148 STEFANO basato sulla vicenda di Stefano Cucchi, morto in carcere per le percosse ricevute, non si sa ancora se da altri carcerati o dagli agenti della Polizia Penitenziaria e di cui si sta celebrando il processo proprio in questo periodo. In questa circostanza le defezioni sono state molteplici poiche’ parlare di queste cose in Italia e’ politicamente scorretto. Tra tutti gli assenti pero’ uno spiccava per autorevolezza e molto piu’ perche’ di Stefano Cucchi era il sindaco: Gianni Alemanno. Che ha invece preferito presentarsi il giorno dopo al Roma Film Festival per assitere alla proiezione di un film su Franco Califano!

Ultimo ma non ultimo, l’episodio che sul famoso RED CARPET il Ministro della Difesa Ignazio La Russa e Claudio Amendola, noto attore.

Al momento dell’ingresso di La Russa e’ partita una sonora quanto prolungaa salva di fischi aizzata in qualche modo, almeno cosi’ pare, da Claudio Amendola.

La Russa ha reagito dando ad Amendola dello “stronzo”. Amendola ha ribattuto che nell’attesa di scuse ufficiali da parte del politico invita lo stesso ad interrogarsi del perche’ riguardo ai fischi. La Russa ha malignamente chiuso, per il momento, l’incidente ricordando al popolare attore i soldi percepiti da Mediaset.

Tutto questo per dire cosa? Per dimostrare semplicemente a che livello di degrado morale e culturale siamo arrivati, un mucchio di persone senza morale, senza memoria e senza storia.

politica interna
1 novembre 2011
LA BISCA DI STATO

Dall’ultima puntata di REPORT andata in onda domenica scorsa, abbiamo appreso che in Italia dopo i banchieri di Dio e i faccendieri di Stato ci sono anche i biscazzieri di Stato.

A quanto si è appreso il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha costituito una società con la partecipazione del marito di Stefania Craxi, la GAMLING che è una delle concessionarie dei giochi online per poter recuperare, tra le altre cose, le perdite dovute all’esborso che ha dovuto sostenere per l’appropriazione indebita della Mondadori. A Carlo De Benedetti che ha vinto la causa, il Caimano ha versato 560 milioni di euro e così dall’alto della sua posizione privilegiata, si è auto firmato la concessione e adesso lucra alla grande, come sempre alla faccia nostra.

Questa è l’ennesima dimostrazione che lo Psiconano di Arcore soffre gravemente della “Sindrome del Marchese del Grillo” (“Io so’ io e voi nun siete un cazzo”) ma ci dovrebbe essere un limite all’indecenza che il premier sembra non conoscere.

La cosa più sbalorditiva per noi poveri e comuni mortali è il silenzio con cui certe notizie sconcertanti passino nel più completo silenzio. E’ mai possibile che ci sono poche persone in Italia a cui tutto è permesso? Perché le opposizioni invece di litigare tra di loro, non si coalizzano per denunciare questi scempi?

Se non saranno capaci di dare delle risposte certe e decise a queste e altre domande, non si lamentino se e quando ci saranno delle elezioni, gli elettori stessi preferiranno andare al mare piuttosto che sprecare del tempo ad ingrassare le vacche di Stato.

Alla luce del servizio di REPORT, facile immaginare che nei confronti di Milena Gabbanelli si abbatteranno gli strali mortiferi del Cainano che hanno già colpito Santoro e Serena Dandini andando ad impoverire ulteriormente un servizio pubblico già gravemente deficitario dal punto di vista dell’informazione.

C’è comunque la consapevolezza che in quanto a squallore il peggio, purtroppo, debba ancora arrivare. Per eventuali scommesse possiamo sempre rivolgerci all’agenzia del Premier.


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politica interna
28 ottobre 2011
DALLA PARTE DI FINI

Chi ha la pazienza di leggere i miei post sa che sono quanto di più lontano dalla politica del governo e tanto per essere ancora più chiari non sono un elettore di centrodestra. Tra questi signori però, ce n’è uno che ha sempre riscosso la mia ammirazione: Gianfranco Fini.

Ritengo il Presidente della Camera uno dei pochi politici di destra con il quale farei volentieri una chiacchierata o anche più di una. Uno dei pochi ad essere coerente con le proprie idee e che non ha paura di ammettere di aver sbagliato quando gli si fa notare di essere incorso in errore. Per un essere un politico, una vera rarità. E poi Fini ha anche un’altra caratteristica quasi unica. E’ tra quei pochi che ha fatto vera vita di partito, partendo dall’affiggere i manifesti fino ad essere il segretario di quello stesso partito. Certo, poi per un paio di piatti di lenticchie si è “venduto” al piazzista di Arcore ma poi ha avuto la decenza di fare marcia indietro così come Casini.

Martedi scorso il Presidente Fini è intervenuto a “Ballarò” e durante il dibattito che lo vedeva contrapposto tra gli altri al Ministro(!) della Pubblica Istruzione(?) Maria Stella Gelmini, e che trattava di pensioni, Fini ha informato chi non lo sapeva già che per esempio, la moglie del Ministro Bossi è una baby-pensionata da quasi vent’anni ma che nel contempo dirige un istituto scolastico privato che nel corso del precedente anno ha avuto un finanziamento pubblico di circa 800.000 euro. Chiariamo subito che nel suddetto istituto hanno studiato sia la Gelmini che il Trota, il figlio della signora Bossi e quindi a vederla così non credo ci sia un alto tasso di preparazione scolastica e quindi le centinaia di migliaia di euro erogati non credo siano soldi ben spesi. Poi c’è da considerare che i signori della Lega sono sempre meno credibili quando parlano di “Roma ladrona” visto questo ed altri episodi.

Ma la cosa che ha fatto più clamore è stata la reazione che si è avuta alle esternazioni di Fini. Sia la Lega che il PdL sono saltati su a difendere Bossi e la sua famiglia. Bossi stesso ha dichiarato che Fini può andare tranquillamente a quel paese. Anche qui una vera gara di coerenza dato che lo scorso anno lo stesso Fini venne sottoposto insieme alla sua famiglia ad un lungo, ripetuto e odioso linciaggio mediatico per la storia della casa a Montecarlo.

Sappiamo benissimo che però la coerenza non fa proprio parte del bagaglio culturale dei partiti di governo. Prendiamo ad esempio Sarkozy, il presidente francese. Fino a poco tempo fa era considerato uno dei migliori “amici” del Cainano e dell’Italia. Poi ad un certo punto Sarzoky ha cominciato a ridere appena gli pronunciano la parola “Berlusconi” e allora dagli ai francesi come fa Giuliano “Lo smilzo” Ferrara.

Molto meglio, come era scritto su un articolo de “Il Foglio”, fare il cucù, meglio l’impulso di farsi fotografare mentre si fa il gesto delle corna in una foto ufficiale, tirare fuori la storia del kapò, la battuta da caserma, lo scandalo a luci rosse.

Messo così verrebbe veramente voglia di votare per Fini pur di mandare al macero tutta questa miseria.

televisione
24 ottobre 2011
WEEKEND AMARO CON FINALE BEFFARDO

Nel weekend appena trascorso ci sono stati tre fatti che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica più di tutti.

Venerdì sera la Juventus ha giocato la partita del campionato di calcio contro il Genoa. A pochi secondi dalla fine, Antonio Conte allenatore della squadra torinese ha fatto entrare Alessandro Del Piero, bandiera della Juventus. Normale cambio tattico si potrebbe pensare ma in realtà non è così. Far entrare un’icona come Del Piero per pochi secondi è un oltraggio per tutti quelli che amano il calcio e va a chiudere una settimana tra le più difficili per il Campione del Mondo del 2006.

Nell’ultima assemblea dei soci tenutasi all’inizio della settimana appena trascorsa, il presidente Andrea Agnelli ha annunciato agli azionisti che la stagione in corso sarà l’ultima di Alessandro Del Piero alla Juventus. Trattandosi di un giocatore che ha appena tagliato il traguardo dei 37 anni potrebbe passare come un fatto normale ma vista la caratura del giocatore che tanto ha fatto per la società e tanti trofei ha contribuito a portare in bacheca, la cosa è sembrata quantomeno stilisticamente errata.

Lo zio dell’attuale presidente juventino, Gianni Agnelli avrebbe sicuramente affrontato la vicenda con un altro stile. Con quello stile che veniva chiamato appunto “Stile Juventus”. La storia di Del Piero conferma ancora una volta che le bandiere nel mondo del calcio non esistono più.

Ieri mattina poi, la notizia più atroce. Nel corso del secondo giro del GP di MotoGP di Malesia, a Sepang, il di di alle sue spalle Colin Edwards e Valentino Rossi. Rossi è riuscito marginalmente a farsi da parte ma Edwards è andato ad impattare a fortissima velocità contro il pilota italiano. Simoncelli ha ricevuto il colpo fatale alla base del collo ed è morto. Al di là delle doti di pilota, la cosa sconfortante è che sia morto un ragazzo di appena 24 anni. Certo, fare il pilota di moto, così come fare il pilota di F1 è un mestiere rischioso ma fa comunque male quando uno di loro muore sul campo, tanto più se è molto giovane. Ciao Marco, riposa in pace.

E poi nella serata di ieri finale beffardo per il weekend. A Bruxelles sono tornati a riunirsi i governanti dei paesi europei per decidere le misure per combattere la crisi economica. Alla fine Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, rispettivamente Primo Ministro della Germania e della Francia hanno parlato in conferenza stampa. E’ stata posta loro una domanda sulla credibilità di Berlusconi e i due sono scoppiati a ridere e poi Sarkozy ha affermato che loro hanno fiducia nelle istituzioni italiane. Ecco, sapere che noi italiani, tra i fondatori dell’Unione Europea, rimaniamo ai margini delle decisioni importanti, veniamo messi alla porta, Germania e Francia decidono la nostra politica economica e che un francese possa ridere di tutto ciò che è italiano mi da un fastidio da morire. Ma d’altra parte questo è il premier che abbiamo e questo, forse, è quello che ci meritiamo. Nonostante il Nano continui a dire che tutto va bene, non solo abbiamo toccato il fondo. Ora abbiamo anche cominciato a scavare.

 

 

politica estera
21 ottobre 2011
LA FINE DI UN TIRANNO

Quello di oggi doveva essere un post di tutt’altro tenore ma visto il sospirone di sollievo tirato da Berlusconi nella giornata di ieri, sono stato costretto a cambiare argomento in maniera repentina.

Nella giornata di ieri è stato catturato ed ucciso Mohammar Gheddafi, leader tiranno della Libia da 42 anni e grandissimo amico del Cainano, il quale non disdegnava di fargli il baciamano ed essere accondiscendente verso tutte le numerose bizzarrie del colonnello libico.

“Gheddafi è morto, la guerra civile in Libia è finita” si è sentito urlare da più parti ieri ma l’equazione non è così semplice come si vuol far credere. Intanto chiediamoci perché Gheddafi è stato catturato e poi ammazzato sul campo quando tutti i paesi della NATO e persino i ribelli avevano assicurato che nel caso in cui Gheddafi fosse stato catturato vivo, sarebbe stato sottoposto ad un processo equo, possibilmente presso il Tribunale Internazionale dell’Aia.

Tutto ciò non è avvenuto ed ingenuo chi ci credeva poiché i segreti che Gheddafi si porta nella tomba, giustificano ampiamente lo scempio che ne è stato fatto del suo corpo. Che fosse un tiranno non ci sono dubbi ma anche soggetti di questo genere meritano tutt’altro trattamento.

Dal punto di vista italiano si è avuto come sempre il comportamento più bizzarro, per non dire ridicolo, dopo l’annuncio della morte di Gheddafi. Berlusconi si è lasciato andare ad una colta citazione in latino: “Sic transit gloria mundi” e poi un più italico: “La guerra è finita” a dimostrazione del fatto che malgrado le dichiarazioni il vero scopo era ammazzare Gheddafi che una volta catturato avrebbe benissimo potuto parlare degli affari più o meno leciti che ha fatto col Berlusca e questo di certo avrebbe messo una volta di più in grave imbarazzo il governicchio italiano.

E così dopo i baciamano (Silvio si era già esercitato con qualche mafioso), le amazzoni, le divise alla Michael Jackson, le tende berbere nel centro di Roma e un gruppo di ragazze, possibilmente avvenenti (chissà che commissione che avrà preso Tarantini per l’occasione!) da avviare allo studio del Corano, ancora una volta lo Psiconano ha abbandonato un suo compare di cordata per salvare ancora una volta il suo flaccido culo.

Però dovrebbe stare molto in campana. “Sic transit gloria mundi” un bel giorno potrebbero usarlo anche contro di lui.

 


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politica interna
19 ottobre 2011
I FIGLI SO' PIEZZ' 'E CORE

Nella giornata di ieri, il premier Silvio Berlusconi è stato scagionato da tutte le accuse riguardanti il processo Mediatrade. Nello stesso procedimento sono stati rinviati a giudizio il figlio del premier, Piersilvio, e Fedele Confalonieri storico braccio destro dello psiconano.

Almeno questa volta non potrà gridare allo scandalo, alla magistratura sovversiva, visto che lo stesso Tribunale che a suo dire lo sta perseguitando, lo ha prosciolto dalle accuse per un procedimento. Si chiarisca le idee lo Psiconano perché o è un perseguitato o non lo è.

Ovvio che il fatto che il figlio sia stato rinviato a giudizio non lo lascerà di certo indifferente ed è curioso notare come essere legato affettivamente al Cainano porti una sfiga tremenda. Prima i procedimenti penali si addensavano tutti sulla testa del fratello Paolo, ora si incomincia con Piersilvio ma si sa che come dicono a Napoli: “I figli so’ piezz’ ‘e core”. Staremo a vedere ma c’è poco da aspettarsi da uno che ha spergiurato proprio sulla testa dei suoi figli. Quanto gli sono cari? Probabile che preferisca pararsi il culo piuttosto che salvaguardare i figli anche perché se il suo governo cade non gli resta che la galera (speriamo).

Il momento comunque è delicato. Sempre ieri Berlusca ha dichiarato in conferenza stampa che lo stato italiano non ha una lira ma che comunque si inventeranno qualcosa. Dovrebbe prendere atto del fatto che le priorità in materia di sviluppo economico non si riducono e non possono ridursi ad una legge sulle intercettazioni. Possiamo però stare tranquilli, il premier ha detto che per il decreto sviluppo non c’è fretta. Infatti possiamo ancora sprofondare tranquillamente, lentamente ma costantemente verso il punto più basso del baratro.

Nel frattempo il ministro Maroni ha riferito al Senato sugli scontri di piazza di sabato scorso e nel contempo ha annunciato un insipido pacchetto –sicurezza. La cosa che più fa sensazione è che Maroni ha detto che le violenze non si potevano prevedere. Ma allora i nostri Servizi che fanno? O anche loro per una volta soffrono la penuria dei soldi che non ci sono? Certo, dal punto di vista di Berlusconi è meglio foraggiare gente come Lavitola o Tarantini piuttosto che fornire alle Forze di Polizia gli strumenti adatti per contrastare questi fenomeni. Hai visto mai che un giorno o l’altro si decidessero ad usarli contro di lui?

 

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